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Il nucleare ed i guadagni di Maria Cazzetta

Per fortuna il referendum c'ha poi messo una pezza, però prima di questa svolta, una delle cazzate ripetute più spesso a sostegno dell'energia nucleare “pulita” era che il suo impiego su larga scala avrebbe contribuito a rendere il nostro paese meno vincolato al consumo del petrolio abbattendo al contempo le emissioni di CO2 … e per passare al nucleare ci eravamo affidati ad un paese che è a tutt'oggi leader indiscusso nel settore, non sono certo io a scoprirlo, ovvero la Francia.
Ora, domanda, se la Francia ha un così largo impiego di energia nucleare (97% del suo fabbisogno energetico o giù di lì) (e che quindi si presume debba essere abbastanza indipendente dall'utilizzo del petrolio) come mai si è prodigata e continua a farlo in maniera così veemente sulla Libia (del cui petrolio storicamente prima non ne vedeva una goccia) iniziando una guerra di liberazione quando ancora la comunità internazionale era divisa, organizzando i vari summit sul post Gheddafi e adesso reclamando sottovoce l'utilizzo di almeno il 30% della produzione libica?! Ma non erano indipendenti dal petrolio?! E allora tutta questa foga da cosa è motivata?
Semplice! Col petrolio, è ovvio, non ci si fa solo corrente elettrica (sarei sciocco a pensarlo) però la verità è che nel nucleare, anche se nella parte terminale del processo l'oro nero c'entra poco, in generale in quella che è la “filiera del nucleare” c'entra eccome!... e neanche poco. Tempo addietro lessi un articolo su “MicroMega” (nel numero di Gennaio 2009) che, senza tanti preamboli, metteva in bella mostra un dato interessante (che adesso sarà approssimativo perché vado a memoria ... ma se siete curiosi di saperlo con esattezza non dovete far altro che ordinarvi on-line il numero arretrato):
L'Italia col suo vincolo al petrolio consuma qualcosa come 82 miliardi di barili l'anno per produrre energia elettrica inquinante.
La Francia invece, con la sua indipendenza dal petrolio e grazie e al nucleare pulito...ha abbattuto così tanto l'utilizzo del petrolio che consuma qualcosa come 93 miliardi di barili di oro nero all'anno per produrre energia pulitissima: alla faccia dell'indipendenza!
Dalle mie parti si usa dire: “i guadagni di Maria Cazzetta!”

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permalink | inviato da Lou Mogghe il 11/10/2011 alle 11:22 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


Niente di nuovo...solo conferme

Ieri mi sono imbattuto in questo interessante post di Pressante
Poi sono andato a rivedermi, tramite questo sito, i maggiori finanziatori delle campagne elettorali di Giorg Dabliu Busc del 2000 e del 2004
...ed è quantomeno curioso vedere come proprio le compagnie che più hanno beneficiato delle guerre in Iraq ed Afghanistan rientrino tra i maggiori finanziatori del nostro Walker Texas Danger.


Il petrolio sopra quota 100 $ dovevamo aspettarcelo

Forse sarò controtendenza…
Ma dove sta la grande notizia nel prendere atto che il petrolio l’altro ieri ha toccato (e poi superato) i 100 dollari al barile?!
Naturalmente questa impennata dell’oro nero, che solo 3 anni fa costava quasi la metà, si farà sentire su diverse bollette e sui carburanti, però infondo ce lo dovevamo aspettare…

È stimato che la scorta mondiale di petrolio si attesta intorno ai 1.850 miliardi di barili (più o meno ovviamente), di cui 142 rappresentano la riserva da cui non si è ancora attinto, 742 sono quelli ancora da estrarre e 966 sono quelli già estratti. All’attuale ritmo di 26 miliardi di barili all’anno (ritmo che tra l’altro va in crescendo), tra circa 30-40 anni, per forza di cose la loro produzione comincerà a calare mentre la richiesta continuerà ad aumentare (e con essa il suo prezzo).

Forse con questo “tetto” dei 100 dollari ormai abbattuto, tra le varie cose da fare, si dovrebbe cominciare a pensare con maggiore convinzione a questo genere di automobili.

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permalink | inviato da Lou Mogghe il 5/1/2008 alle 19:19 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa


L'oro nero...e la guerra preventiva

Un altro “outing”…
Dopo quello del primo ministro australiano, adesso anche l'ex presidente della Federal Reserve americana, Alan Greenspan (repubblicano), ammette di essere andati in Iraq solo per il petrolio.

Questo per ribadire ancora una volta che non si deve santificare nessuno…perché nel contesto socio-culturale attuale, di portare la “democrazia” ad un popolo straniero, (in questo caso agli iracheni), se non vi fosse un considerevole secondo fine, (in questo caso il petrolio), non fregherebbe nulla a nessuno.


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permalink | inviato da Lou Mogghe il 17/9/2007 alle 9:35 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa