.
Annunci online



Una provocatoria proposta di legge elettorale (di fine anno)

È da molto tempo ormai che nel nostro Paese si discute (anche troppo) riguardo il modello di legge elettorale da adottare: alla tedesca, alla spagnola, alla francese…e chi più ne ha, più ne metta.
…proprio tutta questa protratta disquisizione a tal proposito mi ha portato a formulare una riflessione che ha dato vita ad una mia provocatoria proposta di legge elettorale…

Iniziamo per gradi: nelle moderne democrazie, storicamente si è optato per una composizione del Parlamento a due “Rami” (in Italia è formato da Camera e Senato) per assolvere l’esigenza di equilibrare i rispettivi poteri dei due organi e non permettere che in un sano ordinamento statale vi sia un qualche potere prominente su un altro…per questo motivo anche il sistema di conteggio dei voti per la composizione dei due distinti rami avviene con modalità differenti: alla Camera il conteggio dei voti avviene su base nazionale ed al Senato su base regionale. Questa fisiologica discrepanza tra i due sistemi di conteggio può dar vita però a situazioni particolari in cui la maggioranza presente in un ramo non è la stessa presente nell’altro (infondo anche la situazione attuale è molto “borderline”). Questa eventuale divergenza nella composizione dei due rami, nel mondo dei sogni, non sarebbe necessariamente vista come un problema…poiché in Parlamento, anche se distanti nelle idee, si dovrebbe discutere, ci si dovrebbe confrontare, si dovrebbe ragionare per poi arrivare ad una soluzione condivisa dal maggior numero di persone e che auspicabilmente sia anche la migliore da adottare…
Il problema dei giorni nostri è dato dai “giochi delle parti” e/o “giochi di potere” degli schieramenti politici, che con sempre maggior insistenza pretendono di aver le “mani libere” per poter operare liberamente e senza compromessi, che hanno portato gli stessi a discutere di legge elettorale nel tentativo di trovare un nuovo sistema di conteggio dei voti che garantisca al vincitore l’univocità nella composizione di entrambi i rami del Parlamento…questo però, se ci si ferma un secondo a riflettere, equivale un po’ al disattendere la ragion d’essere del “doppio ramo”…poiché verrebbe sistematicamente ed automaticamente meno la funzione di “contrappeso” di un organo sull’altro…(infondo le mani libere piacciono a tutti).

Ecco allora il concetto base della mia provocatoria proposta di legge elettorale accennata precedentemente: eliminiamo un ramo del Parlamentoche si tenga esclusivamente la Camera o il Senato
…anche perchè nell’ottica di riforma che la nostra classe dirigente ha intenzione di attuare la presenza di entrambe le Camere è alquanto inutile…inoltre l’eliminazione di una camera (e, conseguentemente, anche della sua modalità di conteggio dei voti) garantirebbe la stabilità del Governo entrante e ridurrebbe anche i “costi della politica” che tanto fanno discutere.